Noi, ragazze e ragazzi della 3^ e 4^ Turismo – Isis V. Fossombroni, abbiamo intervistato Arianna Bernabini, agente di viaggi, nota in città per condurre con due altre socie una ADV e Daria Gatti responsabile commerciale di un notissimo Tour Operator. Due bussole per orientarci verso il futuro


Due donne accomunate dalla stessa passione: il viaggio. Due percorsi diversi, due personalità differenti, ma un obiettivo comune: accompagnare le persone alla scoperta del mondo, mettendo al centro emozioni, territorio e sostenibilità.

Arianna e Daria, chi eravate all’età di 16/17 anni?
Arianna. “Bellissima domanda! A quell’età già avevo deciso di fare questo lavoro, il mio desiderio era già questo, ero molto determinata e ambiziosa, la scuola mi ha aiutata molto, mi sono iscritta a Economia del Turismo prima a Siena e poi ho fatto la magistrale a Rimini. Mi sono laureata e ho aperto subito la mia agenzia a 23 anni”
Daria. “Io non avevo le idee chiare, mi piaceva moltissimo studiare, ero un’appassionata lettrice, amavo molto viaggiare, ma non avevo le possibilità. Dopo le superiori, mi sono iscritta a giurisprudenza e, non appena mi sono accorta che il mio sogno più grande era viaggiare, dopo la laurea, a 24 anni, ho aperta la mia agenzia di viaggi, grazie ad un’opportunità che si era aperta nella mia cittadina. Questa esperienza è durata 15 anni, poi attraverso vari contatti di lavoro sviluppati durante questa prima fase nel mondo dei viaggi, ho colto una ulteriore opportunità ed ho cambiato ruolo, diventando responsabile commerciale per un grande tour operator
Cos’è che vi ha ispirato a fare ciò che fate oggi?
Arianna. “La voglia di scappare, allontanarmi da Grosseto, senza mai rinunciare alla mia terra. Aprire la mia agenzia mi ha dato l’opportunità di conoscere mondi diversi, facendo sempre ritorno a casa. I miei compagni di classe di allora sono adesso tutti sparsi per il mondo, io no. Ho sempre voluto partire per tornare”


Daria. “E’ molto bello questo che hai detto Arianna. Occuparsi di viaggi è, nel nostro caso un lavoro. Normalmente viaggiano più i nostri clienti che noi e la cosa bella è che siamo seriamente convinte che il viaggio ci aiuti ad apprezzare di più quello che abbiamo e il paese in cui viviamo (pur con tutti i suoi problemi). Possiamo, senza paura di essere smentite, che siamo nate e cresciute dalla “parte giusta” del mondo. Quindi, tornando alla domanda, costruire il viaggio perfetto per la persona che abbiamo davanti è davvero la mia/nostra più grande soddisfazione, perchè abbiamo la certezza che tornerà arricchita di emozioni ed esperienze”
Chi sono le persone che vi hanno sostenuto?
Arianna “Quando dissi che volevo aprire l’agenzia di viaggio le facce che fecero i miei genitori me le ricordo ancora, per loro era assurdo, mi chiesero anche se esistessero delle persone che avrebbero pagato per viaggiare. A parte lo choc iniziale, devo dire che poi mi hanno sostenuto come potevano. All’epoca (era il 1998-99) provai a chiedere consigli ai colleghi più esperti con anni di esperienza. La tendenza era a dissuadermi con l’argomento che i guadagni non erano più quelli di una volta…Io però li osservavo e li vedevo, nonostante i guadagni non fossero più quelli di una volta, ancora lavorare con moltissimo entusiasmo. Questo mi ha convinto ad iniziare la mia avventura, perchè il guadagno è importante, ma a quell’età, vuoi qualcosa che ti entusiasmi, ed io sapevo cosa era”.
Daria “Il mio babbo non è neanche venuto all’inaugurazione dell’agenzia, secondo lui il percorso in cui mi stavo avventurando era sbagliato. Si è ricreduto però, molto velocemente, e in seguito mi ha sostenuta sempre, quando ne ho avuto bisogno. Oggi sono qui, siamo qui, dal 1998/1999 e ancora amiamo quello che facciamo. Questo mi ha insegnato e vorrei trasmetterlo anche a voi ragazzi, che quando hai la fortuna di capire ciò che vuoi fare, perchè è davvero ciò che ti appassiona, si deve procedere e provare a realizzare ciò in cui crediamo e, questo, anche se c’è qualche voce avversa e, anche se questa, proviene da chi ti sta più vicino”.



C’è mai stato un momento in cui avete pensato di cambiare lavoro?
Arianna “Nel periodo del Covid ho avuto molta paura di dover cambiare lavoro, a causa delle condizioni economiche; ma ho cercato di non mollare. Adesso sono davvero felice di aver resistito quando tutto sembrava non andare per il verso giusto. Il nostro lavoro dipende dalla domanda e sappiamo che questa è variabile per diversi fattori. La pandemia è stata una catastrofe da cui però siamo usciti. Oggi c’è l’AI che è un nuovo ostacolo da gestire, oppure l’instabilità politica, le guerre, sono tutti fattori che ostacolano (a volte solo apparentemente) la nostra attività. Ma il mondo dell’impresa è questo”. Guidare la nave quando il mare è in tempesta ed arrivare, comunque, in porto.
Daria “Ho avuto un momento di crisi e quando ho visto un’altra opportunità ho deciso di cambiare ruolo (dopo 15 anni); ma non ho abbandonato il mondo dei viaggi. Oggi sono una responsabile commerciale di area per una grande tour operator“
Partecipate ai viaggi che vendete? Quante delle destinazioni che vendete conoscete realmente, per aver già viaggiato in quei territori?
Arianna “Se hai visitato un luogo, che sia Follonica o Santiago del Cile, è sempre un’ esperienza unica. Questo certamente aiuta la vendita, perché vendi una sensazione nuova, un punto di vista (e quindi soggettivo). Personalmente preferisco accompagnare le persone nei loro viaggi; se ci dovesse essere un problema lo risolvo velocemente sul posto. Ultimamente viaggio molto verso il Giappone, è un posto molto costoso e, comunque, qualche problema di adattamento è sempre presente; proprio per questo essere lì sul luogo aiuta me a ridurre gli effetti di eventuali problematiche, che spesso davvero dipendono soltanto da difficoltà di comprensione di una cultura completamente diversa. In ogni caso mi informo e provo a conoscere la destinazione, altrimenti mi affido a…. Daria!!! In genere preferisco accompagnare nelle destinazioni che conosco. Se questo non è possibile i tour operator organizzano dei corsi di formazione, di livello universitario, grazie ai quali possiamo conoscere la destinazione attraverso una figura professionale (che vi auguro di incontrare) che è il product manager, che è colui che crea il viaggio. Oppure organizzano fam trip a cui partecipiamo io o le mie colleghe. All’inizio di una attività, può capitare di non conoscere una destinazione: in questi casi è fondamentale essere sinceri. La fiducia del cliente nasce dalla professionalità. E’ professionale anche dire: “Non ci sono mai stata, ma mi informerò e le darò tutte le informazioni che desidera”. È impossibile aver visitato tutte le destinazioni che si vendono, quindi affidabilità e competenza sono ciò che davvero fa crescere un’agenzia”
Quali sono le qualità che secondo voi deve avere una persona per lavorare nel vostro settore?
Arianna “Credo che per lavorare nel settore dei viaggi siano fondamentali la curiosità, la voglia di imparare e di mettersi in gioco, perché i paesi e le richieste dei clienti cambiano continuamente. Anche i paesi cambiano, quindi è necessario studiare sempre“
Daria “Ritengo essenziale avere empatia per capire davvero le persone, creare sintonia e instaurare un rapporto che vada oltre la semplice compravendita. Per me è importante saper capire chi ho davanti e aiutarlo a realizzare le sue richieste, sfruttando lo studio e le risorse disponibili per restare sempre aggiornato sui temi più attual”.
C’è un viaggio che ricordi con più emozione?
Arianna. “Ce ne sono tantissimi, ma dipende dall’origine, dalla radice e dalle idee di ciascuno. Ho accompagnato gruppi in Israele e Palestina, ma ho iniziato con il Sud America e l’India. La prima volta a Gerusalemme, dove coesistono tutte le religioni, mi sono molto emozionata; ancora lo ricordo e vorrei tornarci. Probabilmente lo farò, visto che non ho in programma di andare in pensione, perché vedere dal vivo una città così discussa mi ha colpita profondamente. Sono stata anche svariate volte a New York, ma nessuna di queste mi ha emozionato come la prima volta, a 17 anni. A quell’età, i ricordi si fissano con più intensità perchè le emozioni sono senza dubbio più forti. Ricordo ancora il percorso del mio primo viaggio lì”
Daria “Ho fatto tanti viaggi in Africa e pensavo che la mia passione, proprio il mio cuore, tutto pulsasse per quell’Africa. Ho fatto il primo dei miei tanti viaggi in India e lì ho capito che quello era il mio posto, perché in quel caos che c’è in quel subcontinente, ogni volta lì, mi sento a casa. Un tripudio di colori e sensazioni, è completamente diverso da tutti gli altri paesi che ho visitato”




Quali secondo te sono gli aspetti più positivi del vostro lavoro?
Arianna. “Nel mio lavoro ci sono aspetti positivi e negativi, ma quelli positivi continuano a pesare di più. La parte più difficile oggi è la maleducazione di alcune persone: molti clienti arrivano con pretese e aspettative irrealistiche, convinti che “pagando”, tutto debba andare esattamente come immaginano. In realtà un viaggio è fatto di tante variabili, anche psicologiche, e non tutto può essere controllato. A questo si aggiunge la pressione aziendale: obiettivi di vendita, fatturati, imprevisti da gestire. Nonostante ciò, il lato positivo è enorme: sto facendo il lavoro che desideravo fin dalle medie. Anche se un giorno potrei cambiare idea, so di aver scelto io la mia strada, e questa è una fortuna che non tutti hanno”
Daria “Se dovessi dire una cosa negativa è un po’ la frustrazione di non riuscire a tenere tutto sotto controllo, essendo che ci sono cose che non si possono risolvere immediatamente, ci sono i fusi orari, il cliente si trova dall’altra parte del mondo, incontra degli imprevisti e le cose facilmente sfuggono al controllo nonostante tu hai pianificato e fatto il tuo lavoro nel miglior modo possibile.”
Vi capita di accompagnare i gruppi?
Arianna: “Certo! E’ la parte del mio lavoro che mi piace di più. Io ho la mania dell’ organizzazione del viaggio in ogni dettaglio (ovviamente lascio anche spazio libero). Accompagnare i gruppi aiuta soprattutto per poter ritornare su quanto si è raccontato ai viaggiatori prima di partire. E’ davvero emozionante poter raccontare della destinazione essendo sul posto. In ogni caso a me piace molto accompagnare i gruppi che organizzo; se ne avessi la possibilità farei solo quello probabilmente. Ho conosciuto una signora con 20 anni di esperienza più di me che è andata in pensione. Adesso non va più in agenzia, ma comunque, accompagna ancora dei gruppi, è evidente quindi che non prevedo pensionamento nemmeno per me!”
A scuola parliamo molto di sostenibilità. Quanto la sostenibilita entra nei vostri prodotti?
Arianna “Uno degli aspetti più significativi del nostro lavoro è la possibilità di contribuire concretamente alla realizzazione di un turismo sostenibile. Non tutto dipende da noi, ma molto dipende dai fornitori che scegliamo. Per esempio, collaboriamo con un gruppo specializzato in viaggi in Africa per i quali, una parte della tariffa che i nostri clienti pagano viene destinata a progetti locali, come realizzazione di scuole, pozzi o iniziative sociali”
Daria “Un altro esempio è il nostro campo tendato in Sudafrica, gestito interamente da una comunità locale che, dopo una lunga battaglia legale, ha riottenuto il diritto di vivere nel proprio territorio vicino al Kruger National Park. Le donne della comunità, che prima non avevano lavoro né istruzione, oggi parlano inglese, lavorano nella struttura e mantengono le loro famiglie. Per me, il turismo sostenibile è creare lavoro dignitoso e migliorare la vita delle persone

Durante un viaggio in Sudafrica ho visitato la scuola di Makoko, uno dei progetti finanziati con le vendite di package tours. È stata un’esperienza fortissima: vedere come, anche una piccola quota del viaggio, possa trasformarsi in opportunità reali per i bambini e per la comunità, ti fa capire quanto il turismo ben gestito possa avere un impatto positivo”.
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Daria e Arianna, sono donne che hanno fatto della loro passione, la professione della vita. Non hanno mai dato per scontato nulla, cercando di crescere giorno dopo giorno. Hanno superato anche momenti difficili. Per una delle due, le decisioni iniziali sono state rivoluzionate per lasciare spazio a nuove esperienze e nuovi ruoli, senza però mai staccarsi dal settore travel. Per Daria e Arianna il viaggio è uno stile di vita (oltre che una metafora della vita stessa), che provano a proporre anche ai loro clienti. A noi hanno davvero incantato e ci hanno aiutato a consolidare la nostra motivazione nello studio e spronato a guardarci dentro per capire quale può essere il nostro sogno e il nostro talento. Sogni e talento sono ciò di cui il nostro futuro personale e professionale si alimenterà, ne siamo definitivamente convinti. Grazie Arianna e grazie Daria!

Articolo realizzato da Linda Orlando, Gabriele D’Andrea, Alessandro Lega, Rebecca Rizzo, Valentina Manzoni, Rebecca Rizzo, Gaja Morska, Fatima Diagne e Wisal Frimane
Foto tratte dal web – Google Immagini o scattate dalla Prof.ssa P. Punzi
